Helen Doron è un metodo certificato esistente in tutto il mondo. Ciò che contraddistingue ogni centro, però, sono le persone che lo vivono ogni giorno.
Trieste è una città particolare, una città che vive il bilinguismo costantemente e che conosce i valori aggiuntivi che porta la conoscenza di una seconda lingua.
Abbiamo perciò deciso di farci raccontare da Luisella Lovecchio, la direttrice del centro Helen Doron di Trieste, la sua realtà e la strada percorsa per arrivare alla realizzazione di questo progetto.
La vita in una città di confine è probabilmente un vantaggio. Città ravvivata da numerose famiglie bilingui. «Non reputano l’apprendimento di una ulteriore lingua in età precoce come un ostacolo che possa appesantire o affaticare la mente del bambino. La città di confine permette di vivere il bilinguismo come ciò che realmente è: un plus» ci spiega Luisella.
Un ritorno all’origine: dall’insegnamento degli adulti ai più piccoli
“Luisella insegnante” nasce dopo un percorso linguistico, una laurea in inglese e russo e diverse esperienze lavorative con le lingue.
Il motivo che più l’ha spinta ad approcciarsi a questo metodo è proprio il suo lavoro precedente.
«Ho sempre lavorato con le lingue, prevalentemente con gli adulti. Conosciute e riscontrate varie difficoltà per l’insegnamento in età adulta, ho poi cominciato a pensare che l’apprendimento risulta più naturale e semplice se approcciato sin dalla giovane età» ci racconta.
Anche per questo ha deciso di inserire i propri figli in percorsi bilingui sin dal compimento dei due anni. Così si è resa conto dell’enorme regalo donato a loro, il bilinguismo.
Un regalo importante ma che richiede anche un impegno economico.
Proprio per venire incontro a queste necessità, nasce l’approccio al metodo Helen Doron. E, grazie a Luisella Lovecchio, il centro nel capoluogo friulano.
«Mi piaceva l’idea di rendere disponili a bambini molto piccoli la possibilità di diventare bilingui frequentando dei corsi che non avessero dei costi proibitivi».
L’apertura della scuola nella chiusura del lockdown
La sua storia non è uguale alle altre.
Luisella inizia a porre le basi della scuola proprio nel marzo 2020, quando il mondo intero si ferma a causa del Coronavirus.
Tutto resta in stand-by fino a settembre dello stesso anno, quando si inizia a percepire una sorta di tranquillità e sicurezza che permette ai bambini di varcare finalmente le porte del centro, riempiendo di vivacità quella scuola restata in attesa dei suoi allievi.
«Apprezzo molto le famiglie del mio centro perché in un momento così difficile hanno creduto davvero nel concedere un percorso di lingua inglese ai propri figli» ringrazia Luisella.
«Ho iniziato a settembre 2020 con 30 bambini. A un anno di distanza, praticamente, ho quasi il triplo di alunni. Continuiamo ad andare avanti, cercando di farci conoscere il più possibile, senza farci fermare» racconta.
Il centro di Trieste è frequentato da tutte le fasce d’età, partendo dai sei mesi fino ad arrivare ai teenager di 19 anni.
Il metodo Helen Doron si basa proprio su questo concetto.
Accoglierli sin dalla tenera età così da poterli accompagnare fino alla maggiore.
Un cammino comune, storie diverse che si intrecciano e percorrono la strada assieme.
Storie non solo di bambini, ma di famiglie. I centri Helen Doron spesso accolgono i più piccoli per poi, poco dopo, fare altro spazio per i fratelli e le sorelle maggiori, che vengono seguiti fino al raggiungimento più alto: la certificazione Cambridge.
Oltre il metodo Helen Doron English
Il Covid-19 non ha permesso l’apertura immediata delle porte del centro di Trieste, ma questo non scoraggiato la sua titolare. Superati i primi mesi di stallo, a settembre i primi alunni hanno riempito le aule della scuola.
All’arrivo del caldo, Luisella continua e così inizia il centro estivo.
Un primo step per nuove avventure: un centro solo la mattina ma che, ben presto, richiede un prolungamento anche nel pomeriggio.
Giochi e divertimento completamente in lingua inglese.
Luisella crea, propone e gestisce.
Per quanto riguarda gli eventi si preferisce aspettare. Evitare grossi assembramenti è il punto fondamentale.
Ma intanto non ci si ferma e la direttrice del centro si pone l’obiettivo di ricominciare a viaggiare, appena si potrà e in completa sicurezza.
Più che una scuola, una grande una famiglia
Helen Doron va oltre l’insegnamento.
È un luogo di apprendimento ma anche di gioco, divertimento e comunione.
«Nel corso dei piccolissimi, dai sei mesi all’anno di età, proprio ieri, abbiamo avuto una piccola bimba che ha iniziato a camminare» ci racconta Luisella.
Helen Doron è famiglia, è amicizia. Ma tutto questo è possibile grazie ai genitori che ogni settimana si prendono l’impegno di portare i propri bambini.
«Specialmente i più piccoli che richiedono la presenza di un adulto con loro, hanno i genitori più resilienti di tutti, mai assenti. Sono molto determinati! Ma non solo le mamme e i papà ma anche i nonni. C’è la famiglia a supporto di questo progetto» riferisce Luisella, piena di orgoglio.
Il centro Helen Doron sa di casa
I piccoli che hanno iniziato a settembre 2020 e che ancora oggi animano le sale della scuola, si sentono a casa.
«È bellissimo vedere come arrivano, comprendono ciò che l’insegnante dice loro, si tolgono e si mettono, sistemano e interagiscono fra loro e con la teacher. C’è stata una crescita maestosa non solo dal punto di vista linguistico, dove interagiscono, si presentano e cantano a squarciagola, ma anche dal punto di vista umano, dove si sentono a loro agio. Si è superato il concetto di scuola» racconta.
Lei e le sue teachers donano ogni giorno l’insegnamento della lingua ma, contemporaneamente, apprendono sempre qualcosa. Ogni fascia d’eta porta vari spunti di riflessione. Iniziare la giornata con la voglia di entrare in classe, essere stimolati dal proprio lavoro è forse la parte migliore.
Il Covid-19 si è intromesso ma la passione e la motivazione hanno vinto.
Una battuta finale…
Trieste può essere avvantaggiata sul lato del bilinguismo ma uno dei dubbi più sentiti, a livello nazionale, è l’apprendimento in tenera età. Abbiamo così deciso di chiedere a Luisella la sua opinione.
«Non è una situazione di cui preoccuparsi. Apprendere una seconda lingua non disturba assolutamente l’apprendimento della madrelingua. Anzi, rende la mente più elastica e dona la capacità, fin in età precoce, di spostarsi mentalmente da un codice all’altro in maniera molto duttile. È pura ginnastica per il cervello, un fattore positivo».
Luisella e le sue insegnanti vi aspettano al Learning Centre Helen Doron English di Trieste in Via San Nicolò 12.
Per avere informazioni e contattarle chiamare il numero 040.3409772 oppure tramite email a trieste@helendoron.com


